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[Data: 17/09/2009] [Categorie: Sostenibilità ] [Fonte: Altreconomia] |
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[Autore: Luca Martinelli] |
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La legge dell’acqua pubblica “La normativa impone di privatizzare il servizio idrico integrato”. Falso: lo dimostra l’Ordine degli avvocati di Napoli, lo conferma la Corte dei conti della Lombardia “L’acqua pubblica è possibile, per legge. Lo dimostra un’analisi puntuale della normativa”. L’avvocato Maurizio Montalto è il vice-coordinatore della Commissione ambiente all’interno del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli. E l’analisi della normativa italiana ed europea è riassunta in un parere tecnico che la Commissione ha prodotto “con l’obiettivo di uscire dalla confusione che ha fatto seguito all’introduzione dell’articolo 23 bis della legge 133/2008” (vedi Ae 98). Un documento che entra in tackle scivolato, quasi sulla linea di porta, a fermare i progetti di privatizzazione del servizio idrico integrato, fornando argomenti a movimenti ed enti locali. “L’obbligo di affidare il servizio attraverso una gara d’appalto non c’è. Ci sono due possibilità. Che derivano da una scelta di fondo cui sono chiamate le amministrazioni. Se decidono che il servizio idrico integrato ha ‘scopo di lucro’, allora si applica la legge 133 del 2008. In questo caso, resta una residua possibilità di non andare a gara, tramite l’affidamento diretto, o in house, ma pur sempre a una società per azioni. Diverso è il caso in cui le amministrazioni decidano di considerare il servizio ‘senza scopro di lucro’. In questo caso, l’ipotesi migliore è farlo gestire da un’azienda speciale”.
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