c Un futuro di catastrofi, senza nemmeno i soldi per i soccorsi - 07/09/2011 (Rassegna Stampa - Ass. Progetto Gaia)
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[Data: 07/09/2011]
[Categorie: Ecologia ]
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Un futuro di catastrofi, senza nemmeno i soldi per i soccorsi
Il FEMA (Federal Emergency Management Agency) statunitense ha pochi fondi



Il Munich Reinsurance America, una delle principali assicurazioni statunitensi che si occupa delle vittime delle catastrofi naturali, ha affermato che negli ultimi 20 anni i risarcimenti a causa di fenomeni atmosferici devastanti sono triplicati, e dal 1980 ad oggi i temporali sono aumentati di 5 volte. Infine ha ammesso “Sembrerebbe che l’unica spiegazione plausibile per l’aumento delle catastrofi meteorologiche sia imputabile al cambiamento climatico”.

Queste previsioni non tranquillizzano affatto il FEMA il fondo per le catastrofi degli stati uniti, simile alla nostra protezione civile, che è arrivata ad avere nelle casse davvero troppi pochi soldi per mettere in atto azioni di aiuto per le vittime di Irina, l’ultima tempesta tropicale che ha colpito gli stati della costa est degli stati uniti. Il FEMA invece di provvedere alla ricostruzione delle strade, dei ponti, degli edifici pubblici, ha cercato di provvedere solo ai bisogni immediati delle vittime come la distribuzione di cibo e acqua.

Insomma ancora cattive notizie per l’amministrazione Obama che dovrà proporre soluzioni plausibili anche per i conti in rosso del FEMA , e proprio nel periodo in cui la stagione degli uragani non ha ancora raggiunto il suo picco che verrà toccato attorno al 10 settembre.

Se è vero il luogo comune che dice che “gli inglesi parlano solo del tempo”, in futuro i sudditi della regina Elisabetta avranno davvero parecchio da dirsi, stando ai dati degli esperti climatici mondiali. Gli scienziati del clima fanno sapere che i fenomeni meteorologici devastanti che hanno colpito in questi anni il nostro pianeta non faranno altro che aumentare la loro frequenza e la loro gravità, tutto a causa dell’innalzamento delle temperature.

Con l’aumento della temperatura del pianeta, ci ritroveremo sempre di più a vivere in ambienti caldi e umidi che favoriranno l’evaporazione dell’acqua dagli oceani. Ad oggi, i satelliti hanno rilevato un aumento del vapore acqueo atmosferico di circa 0.41 kg/m² per decennio dal 1988 (e quindi dell’effetto serra), e man mano che il pianeta si riscalderà la percentuale del vapore acqueo aumenterà dando così maggior carburante alle tempeste. In questo modo fenomeni anche opposti come ondate di calore, forti acquazzoni e siccità diventeranno molto più frequenti e violenti.

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