c Il nucleare non ama le bambine - 02/12/2010 (Rassegna Stampa - Ass. Progetto Gaia)
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[Data: 02/12/2010]
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Il nucleare non ama le bambine

Nascite centrale nucleare.jpg

Centrali nucleari, oltre ventimila aborti, titolava la home page de Il fatto quotidiano qualche giorno fa. Mi sono precipitato a leggere: secondo uno studio dell' Helmholtz Zentrum, nei pressi di 31 centrali nucleari del centro Europa (Belgio, Svizzera e Germania) ci sarebbero state meno nascite femminili.

Ma si trattava proprio di aborti naturali? L'articolo de Il fatto non era abbastanza chiaro in proposito e così ho dato un'occhiata all'abstract e alla presentazione della ricerca (l'articolo non è disponibile).

Nelle zone prossime alle centali si sono registrate negli ultimi 40 anni, 2 532 471 nascite maschili e 2 393 556 nascite femminili. Si tratta quindi di 945 femmine ogni 1000 maschi (1), come si vede anche nel grafico in alto.

Nelle zone oltre i 35 km il rapporto femmine/maschi è invece oltre 948/1000, cioè 3,28/1000 in più.

Se ci fosse stato questo rapporto tra le nascite anche vicino alle centrali nucleari, sarebbero nate quindi 8300 bambine in più.

Mancano quindi all'appello 8300 bambine. Il nucleare è decisamente contro le donne, si potrebbe commentare amaramente.

Un analogo spostamento nel rapporto femmine/maschi alla nascita si è riscontrato in Europa dopo il disastro di Chernobyl (il grafico è a pag. 7 della presentazione linkata sopra); si è passati da 947,5 per mille nel 1986 a 946 per mille nel 1990.

Cosa dire poi degli aborti?

Da dove viene la cifra di 20000 aborti riportata da Il fatto, ma che non è presente nell'articolo originale?

Inoltre, si tratta di aborti femminili o di minori concepimenti femminili? 

I ricercatori non hanno confrontato la natalità nelle due zone per vedere se le nascire erano più basse in prossimità delle centrali o se c'era un maggior numero di aborti, quindi entrambe le ipotesi sono plausibili.(2)

Come forse sapete, non ho alcuna simpatia per il nucleare e non gli ho mai fatto alcuno sconto, ma non ritengo che sia necessario "drammatizzare" le situazioni. Si rischia di essere poco credibili e controproducenti.

Il fatto è molto chiaro e lucido quando parla di questioni sociali, politiche ed economiche. Vorrei che lo fosse altrettanto su quelle scientifiche.

(1) Il lavoro originale riportava l'indicatore inverso, cioè il rapporto M/F. Ho preferito usare invece F/M, perchè è più chiaro e perchè si tratta di femmine e non di maschi.

(2) Nella seconda ipotesi le bambine in meno sarebbero compensate da bambini in più

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