Partecipiamo alla Campagna per la pace organizzata da Emergency.
Ecco la lettera di Gino Strada:
UNO STRACCIO DI PACE
Cari
amici,
Fuori l'Italia dalla guerra, firmato ormai da oltre duecentomila persone, non è più
soltanto un appello, ma diventa una iniziativa per sensibilizzare i cittadini, le famiglie
italiane.
Siamo convinti - e ne abbiamo ogni giorno nuove conferme - che la grande maggioranza dei
nostri concittadini sia contraria alla guerra, in particolare alla nuova guerra contro
l'Iraq che è ormai all'orizzonte.
Per rendere visibile questa "opinione pubblica" che crediamo trascurata
e oscurata da molti giornali e televisioni, chiediamo un gesto, una testimonianza:
appendere stracci bianchi, bandiere di pace, alle finestre e ai balconi delle nostre case
e dei luoghi di lavoro ma anche annodare un piccolo straccetto bianco al polso, alla
borsetta, allo zaino, alla bicicletta, al guinzaglio del cane: ovunque sia visibile.
Uno straccio di pace è un modo semplice per far sapere che vogliamo trovare nuove forme
di stare insieme, nuovi modi per risolvere i problemi che non siano la violenza, il
terrorismo, la guerra.
Dobbiamo vincere una sorta di pudore, di timidezza, e dobbiamo credere che sia possibile:
se i duecentomila che hanno firmato l'appello di Emergency (ndr: 5 ottobre 2002) - e ogni
giorno diecimila persone si aggiungono all'elenco - esponessero uno straccio di pace - la
cosa non potrebbe più essere ignorata o censurata.
Duecentomila stracci di pace potrebbero addirittura rappresentare una massa critica capace
di innescare una reazione a catena.
E'una scommessa difficile, ma non dobbiamo perderla. O riusciamo a tenere "Fuori
l'Italia dalla guerra" o non sarà possibile neppure tenere la guerra fuori
dall'Italia.
E' un impegno che vi chiediamo, è la prima di tante iniziative che, insieme con altre
organizzazioni, vi proporremo per i prossimi mesi.
Tenere l'Italia fuori dalla guerra è davvero nelle nostre mani.
Buon lavoro a tutti noi
Gino Strada
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